L’Alto Monferrato: Acqui Terme

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L’Alto Monferrato: Acqui Terme

Questa area monferrina diede i natali ad Aleramo, capostipite della dinastia dei Marchesi del Monferrato. Si narra che venisse da una famiglia di nobili tedeschi in pellegrinaggio verso Gerusalemme. Diventò un cavaliere forte e coraggioso entrando così nelle grazie dell’imperatore Ottone.

Questi in cambio dei suoi servigi, gli promise tutte le terre che avrebbe percorso in tre giorni a cavallo. Astutamente, il cavaliere ferrò il cavallo usando un mattone e dando così il nome a tutto il territorio: Monferrato ovvero munfrà, in antico piemontese.

Storia ed arte

Acqui Terme ha origini romane del II secolo A.C., decantata già da Plinio per le migliori terme dell’Impero, ancora oggi importanti per l’assetto economico della cittadina.

La via centrale porta in Piazza della Bollente, una sorgente di acqua sulfurea che sgorga a 75° C con una portata di 700 litri al minuto, in un’edicola ottocentesca a forma ottagonale in stile ellenico, progettata dall’architetto Giovanni Cerrutti.

I palazzi intorno costituivano il ghetto ebraico, con la Sinagoga, mentre a monte si estende il dedalo di viuzze della Pisterna, quartiere altomedioevale.

A Palazzo Robellini ha sede il Municipio e l’Enoteca Regionale di Acqui. Il Duomo dell’Assunta, in forme romaniche, è stato più volte rimaneggiato internamente in epoca rinascimentale, barocca e neoclassica, mentre il Castello dei Paleologi è sede di un importante Museo Archeologico. Salendo verso ovest in posizione panoramica si giunge ad Alice Bel Colle, terra di vasti vigneti di Moscato, Barbera e Dolcetto. Confina con il comune di Cassine, insediamento di origini romane, coevo alla città di Acqui, il paese natale del cantautore italiano Luigi Tenco, morto suicida, che fu sepolto nel cimitero della poco distante Ricaldone.

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